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ATTRAVERSAMENTI

L'umanità, prima di ogni nome

In Attraversamenti indago la condizione umana nel suo continuo farsi e disfarsi. Il volto e il corpo sono luoghi di passaggio: superfici instabili nelle quali identità, memoria, paura, desiderio e vulnerabilità emergono, si sovrappongono e si trasformano.

Le figure non sono mai definitivamente compiute. Affiorano dalla materia, si confondono con ciò che le circonda, perdono i propri confini per ritrovarsi in altri volti e in altri corpi. La deformazione non vuole negare la figura, ma attraversarla, portandola verso una condizione più profonda e meno riconoscibile.

La fragilità resta al centro della ricerca, non come debolezza, ma come dimensione originaria dell’esistere: essere fragili significa essere esposti, permeabili, capaci di relazione e di trasformazione.

Nelle opere più recenti, questa ricerca si apre sempre più alla coralità. Il singolo volto lascia spazio alla moltitudine; l’identità individuale entra in relazione con altre presenze, altre età, altre sembianze. Infanzia e maturità, maschera e volto, corpo e memoria convivono nello stesso spazio pittorico, come differenti manifestazioni di una medesima condizione.

Cerco ciò che rimane quando le definizioni vengono meno, quando il nome non basta più a contenere una persona. Prima dell’identità assegnata, prima del ruolo, prima del giudizio, esiste una presenza irriducibile che appartiene a ciascuno.

La pittura diventa così per me un attraversamento: della materia, del corpo, dell’identità e dell’altro.

Dipingo ciò che non ha ancora un nome e che vive sotto la pelle del mondo: l’umanità, prima di ogni nome.

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