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SOTTO LA PELLE DEL MONDO
Dipingo ciò che non ha ancora un nome e che vive sotto la pelle del mondo.
I miei lavori non rappresentano la realtà: la attraversano, la aprono, la espongono.
Il corpo — umano, animale, ambientale — è il luogo in cui forze invisibili agiscono: potere, dolore, desiderio, superstizione, trasformazione.
Le figure si deformano, si dissolvono, emergono, perché l’identità non è stabile, ma un processo in continua tensione.
La mia pittura nasce da un’immersione nella materia emotiva e organica dell’esistenza, dove il limite si rompe e ciò che è nascosto diventa visibile.
Non cerco di spiegare:
apro ciò che normalmente resta chiuso.

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